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Montecassino, Archivio dell'Abbazia, 99

Bibliografia



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Bibliografia 1980–1989

(1989) – Adacher Sabina, L'età dell'abate Desiderio. I codici cassinesi 98, 442, 147, 101, 116, 444, 314, 83, in L'età dell'abate Desiderio, I, Manoscritti cassinesi del secolo XI. Catalogo della mostra a cura di S. Adacher – G. Orofino, Montecassino 1989 (Miscellanea Cassinese 59), pp. 107–192.
113, 115, 117, 120, 125, 127, 136, 137, 140, 146, 148, 156, 164, 166, 167, 173, 178, 191, 211In questo omeliario e in quello “gemello”, il Casin. 98, sembrano essersi concentrate tutte le capacità creative dello scriptorium cassinese con l’intento di imprimere una svolta a uno stile ormai codificato; l’operazione di rinnovamento coinvolge, da un lato, il sistema ornamentale delle iniziali, dall’altro, l’inclusione di scene figurate.

(1989) – Adacher Sabina, Considerazioni sulla decorazione dei manoscritti desideriani in L'età dell'abate Desiderio, II, La decorazione libraria, Atti della tavola rotonda (Montecassino, 17–18 maggio 1987) a cura di Guglielmo Cavallo, Montecassino  (Miscellanea Cassinese 60), pp. 41–45.
42Il codice, riunito sotto la denominazione di "gruppo della consacrazione" insieme con il Vat. lat. 1202, il Casin. 98 e il Vat. lat. 3784, è il risultato di un rinnovamento di forme e motivi tipicamente locali, senza un'alterazione troppo drastica del patrimonio da tempo acquisito.

(1982) – Bertelli Carlo, San Benedetto e le Arti in Roma. Pittura in Atti del Settimo Congresso Internazionale di Studi sull'Alto Medioevo, I, Spoleto, pp. 273–302.
281, 283, 286, 287, 299Le immagini  sacre di questo codice e del Casin. 98 dimostrano il carattere profondamente innovativo della riforma desideriana. Il foglio con la dedica a s. Benedetto accostato a quello di un codice napoletano (Napoli, Biblioteca Nazionale, ms. VIII, C. 4, f. 93r.) viene riconosciuto della stessa mano. Un evidente rapporto stilistico lega questi codici con gli affreschi della chiesa sotterranea di San Clemente; ne sono analizzati diversi aspetti.

(1987) – Bertelli Carlo, Miniatura e pittura. Dal monaco al professionista in Dall'eremo al cenobio, Milano, pp. 579–644.
610–611, 613, figg. 447–448Del lezionario (1071–1072) si riproducono le miniature relative alla scena di dedica (c. 3v), il cui autore è ritenuto di formazione romana, e quelle relative all’Annunciazione a Maria e il Sogno di Giuseppe (c. 5r), in cui motivi cassinesi si uniscono ad altri d’ispirazione bizantina.

(1989) – Bertelli Carlo, Montecassino, Bisanzio, Roma, Considerazioni sparse in L'età dell'abate Desiderio, II, La decorazione libraria, Atti della tavola rotonda (Montecassino, 17–18 maggio 1987) a cura di Guglielmo Cavallo, Montecassino (Miscellanea Cassinese 60), pp. 13–23.
16–18, 22Il disegnatore della scena dell’Annunciazione dimostra un sicuro dominio dei modelli bizantini al pari del maestro artefice dei mosaici dell’abside del duomo di Salerno; il disegno della dedica presenta, invece, corrispondenze con gli affreschi di San Clemente.

(1979) – Bertelli Carlo – Grelle Jusco Anna, Sant'Angelo di Lauro in Paragone 357, pp. 3–20, figg. 1–11b.
18 n. 10La scena dell’Ascensione tramandata dal ms. aderisce ad una rappresentazione canonicamente bizantina.

(1986) – Bloch Herbert, Monte Cassino in the Middle Ages, I, Roma, pp. 1–628.
42, 58 e n. 5, 59 e note, 73 e note, 74 e note, 76, 78, 79 e nota, 80 e nota, 81, 91, 156, figg. 36, 49Il verso Sit Dominus tecum; paries sine semine Hiesum (v. 7), relativo alla scena dell’Annunciazione (p. 5) e quello Tres regi regum tria reges dona dederunt, relativo a quella dell’Adorazione dei Magi (p. 317), si ricollegano all’attività di Alfano. Il codice, insieme con il Vat. lat. 1202, testimonia le innovazioni introdotte nella decorazione delle iniziali, dovute a nuovi modelli (Ottob. lat 74).

(1979) – Blow Janet, Some conclusions about Capital Letters in Monte Cassino Manuscripts of the Desiderian and Oderisian Periods (1058–1106) in Manuscripta 23, pp. 142–148.
143 n. 6, 147 n. 12Del Lectionarium Casinense, scritto a Montecassino dallo scriba Leone nel 1072, si cita la p. 133, relativa alla tav. 67, vol. 2 di Scriptura Beneventana. Facsimiles of South Italian and Dalmatian Manuscripts from the Sixth to the Fourteenth Century di E. A. Lowe, come esempio di lettere capitali usate in combinazione con lettere minuscole riferibile al tardo s. XI. Nel periodo compreso tra il 1050 e il 1150 questo è l'unico codice superstite indicante il nome dello scriba (F. Newton, Beneventan Scribes and Subscriptions, with a List of Those Known at the Present Time, The Bookmark, 43, 1973).

(1987) – Brenk Beat, Das Lektionar des Desiderius von Montecassino: Cod. Vat. lat. 1202. Ein Meisterwerk italienischer Buchmalerei des 11. Jahrhunderts, Zürich, pp. 1–311.
15, 16, 84, 99, 100, 109–111, 117, 118, 132, figg. 79–82, 101, 102Citato, insieme al Casin. 98, in relazione al Vat. lat. 1202, che segna il punto più alto della decorazione libraria cassinese. Si riporta il parere di diversi studiosi secondo i quali un parte o tutte le miniature del Vat. lat. 1202 sono opera dello scriba Leone che ha vergato questo omeliario.

(1983) – Brown Virginia, Pastorale, mysticum, peccatorium: a Beneventan Manuscript from Telese and the Normans in Southern Italy in Scrittura e Civiltà, 7, pp.113–140.
119, 131I quattro versi di Leone vengono citati quale esempio di esametri leonini tramandati in sottoscrizioni in beneventana. Il ms., riporta il poema dedicatorio sotto la miniatura di dedica (p. 3), a differenza del ms. Rimini, Bibl. Civica Gambalunga SC–MS. 74 che lo riporta alla fine del codice.

(1978) – Butzmann Hans, Einige Fragen zur Überlieferung und zu den Bildern der Laudes Sanctae Crucis des Hrabanus Maurus. Codices manuscripti, 4, pp. 65–74.
66Questo omeliario del 1072 si deve a Leone Marsicano che nel 1060 prese l’abito di Montecassino. Si descrive la scena di dedica.

(1987) – Cavallo Guglielmo, Dallo scriptorium senza biblioteca alla biblioteca senza scriptorium in Dall'eremo al cenobio, Milano, pp. 329–422.
353 e n. 83, 388 e n. 167, 389, figg. 166–167Il Lezionario, d’età desideriana (1072), reca nella scena di dedica, oltre alle figure di s. Benedetto e dell’abate Desiderio, quelle di Giovanni Marsicano, committente dell’opera in occasione della propria monacazione, e di Leone Marsicano (diverso dal Leone scriba).  

(1989) – Cavallo Guglielmo, Qualche riflessione sulla cultura cassinese nel secolo XI in L'età dell'abate Desiderio, II, La decorazione libraria, Atti della tavola rotonda (Montecassino, 17–18 maggio 1987) a cura di Guglielmo Cavallo, Montecassino  (Miscellanea Cassinese 60), pp. 7–11.
8, 9Le studiatissime scomposizioni e ricomposizioni grafiche della beneventana presenti nel codice rappresentano l'affinamento artigiano o la manierata esasperazione che la scrittura raggiunge sotto l'età desideriana. Per quanto concerne il sistema decorativo delle iniziali, il ms., pur presentando soluzioni direttamente riprese dall’Ottob. lat. 74, presenta una Initialornamentik nel complesso rimasta nel solco tradizionale.

(1980) – Chavasse Antoine, Un homiliaire liturgique romain du VIe siècle. L'homiliaire «Augustinien» du «Parisinus» 3798 in Revue Bénédictine, 90, pp. 194–233.
198Citato, insieme ai Casin. 106 e 107, in una tabella al fine di mostrare le concordanze, per ciascuna delle principali feste liturgiche, dei sermoni di s. Agostino da questi tramandati. Gli altri mss. utilizzati sono Paris, Bibl. Nat. lat. 3798, Vat. lat. 248, Vat. lat. 3828 (ff.122–236), Vat. lat. 3885 e 3836, Casin. 12 (pp. 1–294).

(1983) – Citarella Armand O. – Willard Henry M., The ninth–century treasure of Monte Cassino in the Context of Political and Economic Devolopments in South Italy, Montecassino (Miscellanea Cassinese 50), pp. 1– 147.
33, 34, 39Si descrive la scena di dedica e si riporta il parere di Newton (1979) secondo cui il Leone scriba è persona diversa dal Leone che sovrintese alla produzione dello stesso codice.

(1977–78) – Cochetti Pratesi Lorenza, Il Lezionario di Cluny, Berzé la Ville e il problema degli influssi italo– bizantini in Francia in Annali della Scuola Archivistica di Roma 17–18, pp. 172–193.
176, 177I disegni a penna contenuti in questo ms. e nel Casin. 98 sono oggetto di confronto con le miniature presenti nel Lezionario di Cluny (Parigi, Bibliothèque Nationale, ms. Nouv. Acq. Lat. 2246), al fine di stabilire la sussistenza di una possibile origine campano–cassinese di queste ultime.

(1983) Cowdrey Herbert Edward John, The Age of  Abbot Desiderius. Montecassino, the Papacy, and the Normans in the Eleventh and Early Twelfth Centuries, Oxford (trad. it. L'abate Desiderio e lo splendore di Montecassino, Milano 1986), pp. 1–336.
13 n. 8Il codice è citato in relazione alla dedicazione della nuova basilica ad opera di Desiderio (1072).

(1977) – De Maffei Fernanda, Sant'Angelo in Formis. II. La dicotomia tra le scene dell'Antico testamento e l'originario ceppo bizantino (seconda parte), in Commentari n.s. 28, pp. 195–235.
218, 220, 227 n. 3, 233 n. 87 e n. 91Si effettua un confronto stilistico tra la scena di dedica (f. 3) contenuta in questo ms. e quella tramandata nel Vat. Lat. 1202 il cui apparato iconografico è a propria volta posto in relazione  con gli affreschi di Sant’Angelo in Formis.

(1978) – Leroy Julien, Le Parisinus gr. 1477 et la détermination de l'origine des manuscrits italo–grecs d'après la forme des initiales in Scriptorium, 32, pp. 191–212.
210 n. 139Il tipo di rigatura Q è relativamente frequente nei mss. latini dei ss. X e XI prodotti in Italia;  in particolare in questo ms. e nei beneventani Casin. 40, Casin. 269, Vat. lat. 7606.

(1982) – Mayo Penelope, Art–Historical Introduction to the Codex Benedictus in (The) Codex Benedictus. An Eleventh–Century Lectionary from Monte Cassino, ed. by P. Meyvaert, New York–Zürich, pp. 33–57.
35, 44, 55 n. 85, 56 n. 89 –  Sulla base di un'analisi storica ed artistica l'autrice ipotizza la posteriorità di questo omeliario (1072) rispetto al Codex Benedictus (Vat. lat. 1202) e al Casin. 98, a loro volta contemporanei.

(1984) – Mayo Penelope C., Borders in Bari: The Decorative Program of Bari I and Montecassino under Desiderius in Monastica IV, Scritti raccolti in memoria del XV centenario della nascita di S. Benedetto (480– 1980), Montecassino (Miscellanea Cassinese 48), pp. 31– 67.
63, 65Il ms., che fa parte, insieme al Casin. 98, al Vat. lat. 3784 e al Vat. lat. 1202, del gruppo di codici legati alla dedicazione della basilica di Desiderio nel 1071, non si pone in continuità con la produzione precedente.

(1982) – Meyvaert Paul, The Historical Setting and Significance of the Codex Benedictus in (The) Codex Benedictus. An Eleventh–Century Lectionary from Monte Cassino, ed. by P. Mayvaert, New York– Zürich, p. 11–22.
14Omeliario (1072) contenente le lezioni per l’ufficio notturno delle più importanti feste dell’anno liturgico, insieme al Codex Benedictus (Vat. lat. 1202), lezionario per le feste dei santi Benedetto, Mauro e Scolastica, è destinato all’uso nella nuova basilica di Desiderio.

(1982) – Meyvaert Paul, The Script and Scribe of the Codex Benedictus in (The) Codex Benedictus. An Eleventh–Century Lectionary from Monte Cassino, ed. by P. Mayvaert, New York– Zürich, pp. 29–32.
29, 30, 32 nn. 17–18Il lezionario (1072) e il Vat. lat. 1202 presentano affinità circa la scrittura, il formato e l’ornamentazione tali da potersi considerare prodotti nello stesso lasso di tempo ed entrambi destinati all’uso nella nuova basilica di Desiderio.

(1978) – Newton Francis, Some Montecassino Scribes in the Eleventh Century in Medieval and Renaissance Studies. Proceedings of the South castern Institute of Medieval and Renaissance Studies. Summer 1975, edited by Siegfried Wenzel, Chapel Hill, The University of North Carolina Press, (Medieval and Renaissance Series 7), pp. 3–19.
4 n. 11, 6, 8Lo scioglimento errato di una abbreviazione e l’incomprensione di altre parole nel testo della sottoscrizione dimostrano che lo scriba non ne è l’autore bensì solo il copista.

(1979) – Newton Francis, Leo Marsicanus and the Dedicatory Text and Drawing in Monte Cassino 99 in Scriptorium, 33, pp. 181–205.
passimLa dettagliata analisi paleografica, testuale ed iconografica della scena di dedica e della relativa sottoscrizione conduce ad operare una distinzione tra il Leone scriba e il Leone sovraintendente alla produzione del codice.

(1987) – Newton Francis, Introduzione alla Guida alla mostra dei manoscritti dell'età di Desiderio, Montecassino, pp. 5–12.
7– 9, figg. s.n.L’omeliario desideriano esposto alla mostra, è l’unico ms. anteriore al s. XII che conserva, nella sottoscrizione, i nomi di tutti i principali autori della sua produzione: l’abate Desiderio, promotore della produzione libraria dell’epoca, Giovanni, il donatore, il giovane Leone Marsicano, incaricato della produzione del ms., e Leone, lo scriba. Si riproducono le pp. 44, 394, 5.

(1989) – Newton Francis, Introduzione in L'età dell'abate Desiderio, I, Manoscritti cassinesi del secolo XI in Catalogo della mostra a cura di S. Adacher – G. Orofino, Montecassino (Miscellanea Cassinese 59), pp. 7–13.
10 – 13 –  L’omeliario desideriano è l’unico ms. anteriore al s. XII che conserva nella sottoscrizione i nomi di tutti i principali autori della sua produzione: l’abate Desiderio, promotore della produzione libraria dell’epoca, Giovanni, il donatore, il giovane Leone Marsicano, incaricato della produzione del ms., e Leone, lo scriba.

(1989) – Orofino Giulia, L'età dell'abate Desiderio. I codici cassinesi 191, 339, 453, 99, 571, 108, 144, 520, in L'età dell'abate Desiderio, I, Manoscritti cassinesi del secolo XI in Catalogo della mostra a cura di S. Adacher – G. Orofino, Montecassino (Miscellanea Cassinese 59), pp. 15–116.
15, 31, 35–94, 101; Tavv. V, fig. 22; VI, figg. 26–29; VII, figg. 30, 31, 34; VIII, figg. 35– 36; IX, figg. 39–42;   X, figg. 43–45Del ms. si fornisce una breve descrizione codicologica, l’indicazione sommaria del contenuto ed una dettagliata analisi dell’apparato ornamentale; in particolare dei cinque disegni (Dedica a p. 3, Annunciazione e Sogno di Giuseppe a p. 5, Adorazione dei Magi a p. 317, Ascensione a p. 409) e della decorazione che sintetizza la secolare tradizione beneventana, l’arte costantinopolitana contemporanea e la miniatura ottoniana, mediata dall’Ottob. lat. 74.

(1989) – Orofino Giulia, La prima fase della miniatura desideriana (1058–1071) in L'età dell'abate Desiderio, II, La decorazione libraria, Atti della tavola rotonda (Montecassino, 17–18 maggio 1987) a cura di Guglielmo Cavallo, Montecassino (Miscellanea Cassinese 60), pp. 47–63.
48, 58, 60Il ms. è citato in riferimento alla scena di dedica e al relativo testo di sottoscrizione. Il confronto tra i mss. desideriani – in particolare questo – e quelli delle grandi abbazie della Normandia avvalorerebbe l’ipotesi di una mediazione di influssi anglosassoni attraverso la miniatura normanna, fortemente permeata di elementi insulari.

(1982) – Pace Valentino, Pittura bizantina nell'Italia Meridionale (secoli XI– XIV) in I Bizantini in Italia, Milano, pp. 428–494.
430Il confronto tra l’angelo raffigurato nella scena dell’Annunciazione (p. 5) di questo ms., indiscusso esponente di referenze bizantine, e quello frammentario dell’arcone absidale della cattedrale di Salerno, permette di attribuire i frammenti musivi a cui quest’ultimo appartiene ai discepoli delle maestraenze bizantine attive a Montecassino per volere di Desiderio.

(1989) – Pace Valentino, Studi sulla decorazione libraria in area grafica beneventana in L'età dell'abate Desiderio, II, La decorazione libraria, Atti della tavola rotonda (Montecassino, 17–18 maggio 1987) a cura di Guglielmo Cavallo, Montecassino  (Miscellanea Cassinese 60), pp. 65–93
66 n. 4, 69, 72, 74L’ornato fitozoomorfo di questo codice e del Casin. 98, pur con qualche variante e un livello esecutivo superiore, è replicato nel Vat. lat. 5735 (Dialoghi di Gregorio Magno), assegnato al periodo desideriano; con il Vat. lat. 3784, invece, sono  condivisi i veltri a fianco dei plessi sugli snodi delle lettere.

(1985)Presenza musicale nella casa di San Benedetto. Mostra di Codici e Stampati (Biblioteca di Montecassino, 1–8 dicembre 1985), Cassino.
Tav. 3 – Dell'omeliario viene riprodotta la pagina relativa al Canto della Sibilla.

(1976) – Rotili Mario, La miniatura nella badia di Cava. Lo scrittorio. I corali miniati per l'Abbazia, I, Cava dei Tirreni, pp. 1–310.
22 e n. 7Strettamente legata all’arte bizantina aulica è la produzione cassinese del periodo desideriano nelle composizioni dal ritmo armonioso ed espressivo del “Maestro della Dedica”, capace di rendere con la sua linea scorrevole valori spaziali e plastici.

(1978) – Rotili Mario, La miniatura nella badia di Cava. La raccolta di miniature italiane e straniere, II, Cava dei Tirreni, pp. 1–367.
71 e n. 158–159Omeliario del 1072 scritto dal monaco Leone, il cui nome si legge nei versi che accompagnano la scena della Dedica del libro (c. 3v); l’autore, lo stesso anche dell’Annunciazione a Maria e del Sogno di Giuseppe, è denominato da P. Baldass il “Maestro della Dedica”.

L.G.


 
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